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Cos'è
il programma quadro (PQ) di ricerca dell'Unione europea?
Il PQ è lo strumento principale dell'UE per il finanziamento
della ricerca in Europa. Il PQ è proposto dalla Commissione
europea e adottato dal Consiglio e dal Parlamento europeo secondo
la procedura di codecisione. I PQ coprono un periodo di cinque anni
in cui l'ultimo anno di un PQ coincide col primoanno del PQ seguente.
I PQ sono stati istituiti nel 1984. Il 6° PQ sarà pienamente
operativo dal 1°gennaio 2003.
Quali sono gli obiettivi principali del 6° PQ?
Il 6° PQ mira a contribuire alla creazione di un vero "Spazio
europeo della ricerca" (SER). Il SER rappresenta una visione
per il futuro della ricerca in Europa, un mercato interno della scienza
e della tecnologia che incentiva l'eccellenza scientifica, la competitività
e l'innovazione attraverso la promozione di una cooperazione e un
coordinamento migliori tra gli operatori interessati a tutti i livelli.
La crescita economica dipende sempre più dalla ricerca e molte
delle sfide attuali e prevedibili per l'industria e la società
non possono più essere affrontate unicamente a livello nazionale.
Al vertice di Lisbona nel marzo 2000 i capi di Stato e di governo
hanno sottolineato la necessità di una valorizzazione più
adeguata delle attività di ricerca in Europa attraverso l'istituzione
del SER. Il PQ è lo strumento finanziario che contribuirà
alla realizzazione concreta dello Spazio europeo della ricerca.
Chi decide come vanno spesi gli stanziamenti destinati alla ricerca
e secondo quali
criteri?
Una volta che il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato
il PQ, la Commissione europea è responsabile della sua attuazione.
Non esistono "quote nazionali" per la concessione degli
stanziamenti del PQ. Tra gli altri criteri di base ricordiamo:
- l'UE finanzia unicamente i progetti che coinvolgono più partner
di paesi diversi;
- gli stanziamenti del PQ sono assegnati in base a "inviti a
presentare proposte" concorrenziali pubblicati dalla Commissione
a scadenze regolari;
- i progetti potranno beneficiare dei finanziamenti UE solo se il
loro campo di applicazione e i loro obiettivi rispecchiano le priorità
stabilite negli "inviti a presentare proposte";
- la qualità e la pertinenza tecnologica dei progetti per i
quali è richiesto un finanziamento sono valutate da esperti
indipendenti; ogni proposta è valutata in media da cinque esperti;
- i finanziamenti del PQ non costituiscono "sussidi" destinati
alle organizzazioni di ricerca o alle imprese, e possono essere utilizzati
solo per lavori o attività di ricerca ben precisi.
Qual'è la principale differenza tra il 6° PQ e i programmi
quadro di ricerca precedenti?
I PQ precedenti hanno contribuito allo sviluppo di una cultura di
cooperazione scientifica e tecnologica tra i vari paesi dell'Unione
europea e hanno svolto un ruolo fondamentale nel conseguimento di
ottimi risultati
di ricerca. Tuttavia, non hanno esercitato un impatto duraturo sul
rafforzamento della coerenza a livello europeo. Il 6° PQ è
stato pertanto ridefinito e semplificato in vista degli obiettivi
seguenti:
- concentrazione delle attività europee su un numero ridotto
di priorità, soprattutto nei settori in cui
la cooperazione a livello europeo apporta un evidente valore aggiunto;
- integrazione graduale delle attività di tutti i partecipanti
che operano a livelli diversi;
- promozione delle attività di ricerca destinate ad avere un
impatto "strutturante" duraturo;
- sostegno delle attività atte a rafforzare la base scientifica
e tecnologica generale dell'Europa;
- utilizzazione del potenziale scientifico dei paesi candidati per
preparare ed agevolare il loro accesso all'Unione europea a beneficio
dell'insieme della scienza europea.
Stanziamento complessivo e modalità di ripartizione
Lo stanziamento di bilancio per il 6° PQ è pari a 17,5
miliardi di euro che rappresentano quasi il 4% del bilancio complessivo
dell'Unione europea (2001) e 5,4% delle spese di ricerca complessive
(non militari) in Europa.
Il 7% di questo importo (1230 milioni di euro) sarà assegnato
alla ricerca nucleare nell'ambito del programma quadro EURATOM.
Quali sono le principali priorità del PQ?
Il PQ mira a concentrare ed integrare la ricerca a livello europeo,
strutturare lo Spazio europeo della ricerca e rafforzarne le basi.
La parte più consistente del bilancio del PQ sarà spesa
per "concentrare e integrare" le attività di ricerca
future su 7 aree tematiche prioritarie. Le priorità e i relativi
stanziamenti di bilancio sono elencati qui di seguito.
Priorità tematica Bilancio in milioni di euro
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| Scienze
della vita, genomica e biotecnologie per la salute |
2255 |
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| Tecnologie
della società dell'informazione |
3625 |
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| Nanotecnologie,
materiali multifunzionali e nuovi processi di produzione |
1300 |
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| Aeronautica
e spazio |
1075 |
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| Qualità
e sicurezza dei prodotti alimentari |
685 |
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| Sviluppo
sostenibile, cambiamento globale e ecosistemi (ivi compresa
la ricerca in materia di energia e trasporti) |
2120 |
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| Cittadini
e governance nella società della conoscenza |
225 |
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| TOTALE |
11285 |
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555 milioni di euro sono assegnati alla ricerca volta a sostenere
le politiche dell'Unione europea e anticipare le esigenze scientifiche
e tecnologiche; 430 milioni di euro sono destinati alle attività
di ricerca multisettoriale che riguardano le piccole e medie imprese
(PMI) e, infine, 315 milioni di euro sono assegnati alla cooperazione
scientifica internazionale.
Gli stanziamenti di bilancio seguenti saranno assegnati alle attività
destinate a "strutturare lo Spazio europeo della ricerca":
Attività
Bilancio in milioni di euro
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| Ricerca
e innovazione |
290 |
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| Risorse
umane e mobilità |
1580 |
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| Infrastrutture
di ricerca |
655 |
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| Scienza
e società |
80 |
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| TOTALE |
2605 |
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Alle
misure destinate a "Rafforzare le basi dello Spazio europeo
della ricerca" sarà assegnato un ulteriore stanziamento
di 320 milioni di euro di cui 270 destinati al "Sostegno del
coordinamento delle attività". In quest'ambito l'Unione
europea finanzierà i costi del coordinamento dei programmi
e delle attività di ricerca nazionali e regionali. Allo sviluppo
coerente delle politiche di ricerca e di innovazione sono destinati
50 milioni di euro.
Quali sono i "nuovi strumenti"?
Fino ad oggi i programmi quadro sono stati attuati essenzialmente
mediante progetti di ricerca cooperativa che, pur essendo al momento
della loro creazione gli strumenti più idonei, erano caratterizzati
da due punti deboli:
- nella maggior parte dei casi la fine di un determinato progetto
di ricerca significava automaticamente la fine del consorzio di
ricerca che aveva attuato il progetto;
- in molti casi, i progetti non conseguivano la "massa critica"
necessaria per esercitare un vero impatto
- a livello scientifico, industriale o economico.
Per contribuire alla soluzione di questi problemi e all'istituzione
dello Spazio europeo della ricerca sono stati concepiti due nuovi
strumenti che saranno attuati nell'ambito del 6° PQ: le reti
di eccellenza e i progetti integrati.
Alla base di questi due strumenti c'è la volontà di
passare dal finanziamento di progetti multipli al finanziamento
di programmi coerenti di attività di ricerca, lasciando il
massimo grado possibile di autonomia e flessibilità ai consorzi
europei di ricerca.
Le reti di eccellenza mirano ad integrare progressivamente le attività
dei partner della rete creando in questo modo centri di eccellenza
"virtuali". I progetti integrati sono progetti di dimensioni
rilevanti destinati a contribuire alla costituzione di una "massa
critica" in attività di ricerca orientate agli obiettivi,
con ambizioni e finalità scientifiche e tecnologiche chiaramente
definite.
Si prevede inoltre di cominciare ad utilizzare uno strumento che
teoricamente esiste già da tempo, ma che non è stato
mai impiegato: la partecipazione dell'Unione europea ai programmi
di ricerca avviati da più Stati membri. Questo strumento
è previsto espressamente dall'articolo 169 del trattato di
Amsterdam.
Regole di partecipazione
Le "regole di partecipazione" sono le regole che disciplinano
l'attuazione pratica di tutte le attività di ricerca dell'UE
nell'ambito del PQ. Queste "regole" stabiliscono modalità
precise per quanto riguarda:
- il tipo e il paese di origine delle organizzazioni che possono
richiedere i finanziamenti dell'Unione europea;
- il numero minimo di partner in una proposta di progetto affinché
il progetto possa essere presentato
ai fini di un finanziamento comunitario;
- la tipologia degli strumenti che saranno utilizzati nel PQ;
- il tipo di finanziamento che si può prevedere per le varie
tipologie di progetti selezionati;
- i principi alla base della valutazione delle proposte pervenute;
- le regole che disciplinano i contratti che la Commissione offre
ai proponenti selezionati;
- le regole per la diffusione e l'utilizzazione dei risultati di
ricerca ottenuti nell'ambito di progetti di ricerca finanziati dall'Unione
europea ecc.
Come per i PQ, le regole di partecipazione sono stabilite dal Consiglio
e dal Parlamento europeo nell'ambito della procedura di codecisione.
Cosa sono gli "inviti a manifestare interesse"?
Il 20 marzo la Commissione ha pubblicato un "invito a manifestare
interesse" al fine di ottenere dalla comunità scientifica
e industriale il maggior riscontro possibile per quanto riguarda
idee di ricerca innovative, in linea con le priorità e i
nuovi strumenti del 6° PQ.
Più precisamente l'invito a manifestare interesse invitava
le équipe e i consorzi di ricerca a presentare alla Commissione
una bozza dei progetti che intendono presentare ai fini del finanziamento
nell'ambito degli "inviti a presentare proposte" ufficiali
che saranno pubblicati nel corso di quest'anno. Scopo di questa
iniziativa è accertarsi che gli obiettivi strategici della
Commissione europea e l'impegno della comunità scientifica
ed industriale siano compatibili.
È la prima volta che si adotta questa nuova strategia.
La reazione a questo "invito" straordinario non ha fatto
che confermare l'adeguatezza dell'approccio della Commissione: sono,
infatti, pervenute oltre 15.000 proposte che saranno analizzate
nel corso del periodo estivo e utilizzate per la definizione degli
inviti a presentare proposte.
Cosa sono gli inviti a presentare proposte?
Visto che il bilancio del PQ è costituito dal denaro dei
contribuenti, l'attuazione del PQ deve avvenire con modalità
aperte e trasparenti, che permettano un accesso equo e un trattamento
giusto di tutti i candidati. Ciò viene garantito mediante
gli "inviti a presentare proposte" che sono pubblicati
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e sulle apposite
pagine Internet della Commissione.
Le équipe e i consorzi di ricerca che intendono presentare
una proposta in risposta ad un invito di questo tipo avranno di
norma almeno tre mesi per elaborare e presentare la loro proposta.
Le proposte pervenute saranno innanzitutto verificate in base ai
criteri di ammissibilità applicabili, ossia:
· la proposta è pervenuta entro la scadenza?
· i proponenti possono beneficiare di un finanziamento dell'UE?
· i proponenti sono stabiliti in uno dei paesi ammessi a
partecipare?
· il tema della ricerca proposta è pertinente?
· gli aspetti etici della ricerca proposta sono stati tenuti
in debita considerazione?
In secondo tempo, gli esperti esterni procederanno alla valutazione
della qualità scientifica e tecnologica del progetto proposto
a seguito della quale invieranno alla Commissione un elenco ristretto
dei progetti che considerano più meritevoli.
Che importo di denaro posso prevedere di ricevere qualora la
mia proposta fosse selezionata ai fini del finanziamento?
L'importo può variare notevolmente in funzione del tipo di
progetto, del numero di partner e
dell'ambizione e della portata della ricerca da svolgere. In linea
generale si può tuttavia affermare che la volontà
della Commissione di concentrare le attività e di costituire
la massa critica necessaria mediante attività cooperative
porterà a progetti e a consorzi di dimensioni più
ampie e pertanto a finanziamenti più consistenti per ciascun
partner. La Commissione tuttavia continuerà a fornire un
sostegno adeguato alle piccole e medie imprese (PMI) e ai progetti
di dimensioni più ridotte, con modalità più
coerenti e coordinate.
Chi
può richiedere un finanziamento nell'ambito della ricerca
comunitaria? Chi ha la
possibilità concreta di ottenerlo?
Qualsiasi soggetto giuridico, cioè qualsiasi persona fisica
o giuridica costituita conformemente alla legislazione nazionale,
internazionale o comunitaria può chiedere e ottenere un sostegno.
Concretamente ciò significa che le università, gli
istituti di ricerca, le PMI e le grandi imprese possono richiedere
un finanziamento alle stesse condizioni, cosi come possono farlo
gli utilizzatori potenziali delle tecnologie e delle applicazioni
tecnologiche. Naturalmente tutti devono soddisfare i requisiti di
base stabiliti dalle regole di partecipazione. Il PQ non è
affatto riservato ai circoli accademici né alle grosse imprese
nazionali o internazionali.
E' prevista una forma di assistenza o sostegno da parte della
Commissione o delle autorità nazionali per aiutare i candidati
che non hanno nessuna esperienza con "Bruxelles" e che
hanno difficoltà a raccapezzarsi con tutte le nuove norme
e regolamentazioni?
La Commissione europea si impegna per garantire un servizio d'informazione
aperto, trasparente e accessibile e risponde alle richieste generiche
e a quelle specifiche. La maggior parte delle informazioni di carattere
generale è ormai reperibile su Internet; per le richieste
individuali più dettagliate è preferibile inviare
un fax o un messaggio di posta elettronica.
Le persone che preferiscono utilizzare la loro lingua nella richiesta
di informazioni in materia di PQ e di ricerca europea possono rivolgersi
al "punto di contatto nazionale" nel proprio paese. I
PCN sono designati dalle autorità nazionali. La rete di PCN
per il 6° PQ è in fase di costituzione.
Come mai l'attività "Scienza e società"
è stata inserita tra le altre attività ad alto livello
nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico?
Le società industrializzate dipendono sempre più dalle
attività di ricerca e dalle tecnologie di punta. L'onnipresenza
della scienza e delle tecnologie offre delle opportunità,
ma presenta anche dei rischi.
Questi rischi sono visibili
- in particolare sono stati portati alla ribalta dal dibattito pubblico
a seguito della " crisi della mucca pazza", dal dibattito
sugli organismi geneticamente modificati
- sull'utilizzazione delle cellule staminali per la ricerca medica.
L'obiettivo del PQ è sostenere la ricerca e lo sviluppo tecnologico
ad alto livello con un dibattito pubblico informato sul ruolo della
scienza nelle società moderne. Questo dibattito dovrebbe
portare ad una migliore comprensione dei problemi e dei processi
scientifici da parte del grande pubblico ma anche ad una più
adeguata comprensione, da parte dei ricercatori, delle preoccupazioni
dei cittadini in relazione alla scienza e alla ricerca. Agevolare
la comprensione del ruolo della scienza nella società e familiarizzare
i cittadini con la scienza e gli argomenti scientifici dovrebbe
inoltre contribuire a rafforzare
l'interesse dei giovani per la scienza e le carriere scientifiche.
La tradizione delle borse di studio all'estero è parte integrante
della storia scientifica
europea.
Perché all'improvviso l'Unione europea investe così
massicciamente nella mobilità dei ricercatori?
L'incentivazione della mobilità dei ricercatori (e dunque
della loro formazione) esisteva già prima del 6° PQ.
I programmi di aiuto alla mobilità hanno registrato un notevole
successo nei PQ precedenti. Il punto debole di queste attività
- analogamente ad altre azioni dei PQ precedenti - era che non si
integravano in un concetto globale ambizioso. La situazione dovrebbe
cambiare. Il sistema futuro non sarà riservato ai dottorati
o ai post-dottorati, ma consentirà l'accesso dei candidati
dei paesi terzi ed incoraggerà attivamente il ritorno in
Europa dei ricercatori europei che lavorano nei paesi terzi al fine
di arginare la "fuga di cervelli". Le istituzioni potranno
richiedere un aiuto al fine di accogliere dei ricercatori provenienti
dall'estero e lo potranno fare anche i ricercatori che desiderano
lavorare in un
laboratorio al di fuori del loro paese. Infine, nel nuovo sistema
tutti i problemi strutturali che in passato hanno ostacolato la
mobilità dei ricercatori saranno affrontati. Si tratta della
previdenza sociale e della fiscalità, ma anche dei profili
e delle prospettive di carriera, in quanto i vari sistemi nazionali
risultano fondamentalmente inaccessibili per i candidati di altri
paesi, ma anche degli altri Stati membri.L'impegno
a favore della promozione delle risorse umane e della loro mobilità
si basa sulla convinzione che i ricercatori, di fronte alla complessità
e all'interdipendenza crescenti della scienza moderna, hanno bisogno
di vantare un'esperienza internazionale valida nel loro curriculum
scientifico. Non ci sono ragioni valide per credere che quest'esperienza
scientifica di alto livello possa essere acquisita solo
negli Stati Uniti. Investire nello sviluppo delle risorse umane
nella e per la scienza, incoraggiando la loro mobilità, costituisce
dunque un contributo fondamentale agli obiettivi dello Spazio europeo
della ricerca.
L'Unione europea può veramente permettersi di investire
massicciamente nella costruzione e nella manutenzione di infrastrutture
di ricerca?
La costruzione e la manutenzione delle infrastrutture di ricerca
fondamentali in Europa continueranno ad essere di competenza delle
autorità nazionali e degli altri investitori. Le attività
del PQ legate alle "Infrastrutture di ricerca" perseguono
un obiettivo diverso.
In effetti le infrastrutture di ricerca rivestono un'importanza
fondamentale, ma sono anche
estremamente costose e per questo non ne esistono molte. Gli stanziamenti
del PQ dovrebbero contribuire a fare delle infrastrutture di ricerca
la "colonna portante" dello Spazio europeo della ricerca.
In questo senso è importante pianificare, costruire, garantire
la manutenzione e utilizzare le
infrastrutture di ricerca in modo coordinato, a vantaggio del numero
più elevato possibile di ricercatori e di équipe di
tutta Europa. In questa prospettiva si iscrive la futura azione
del PQ in questo settore che si basa su un'accezione abbastanza
ampia di "infrastrutture di ricerca". Mentre in passato
questo termine era spesso associato a macchine e impianti di grandi
dimensioni (soprattutto nel campo della fisica), una definizione
moderna più adeguata di infrastrutture di ricerca includerebbe
anche le grandi basi di dati, le principali collezioni scientifiche
e, naturalmente, le grandi reti di comunicazione che sono
strumenti essenziali per lo svolgimento di lavori di ricerca d'alto
livello cui partecipano persone e équipe che lavorano in
luoghi diversi.
Il PQ promette di incentivare l'eccellenza scientifica. Chi stabilirà
i criteri di
"eccellenza"?
Innanzitutto, il PQ non promuoverà l'eccellenza scientifica
nel senso della promozione di "campioni nazionali". La
valutazione dell'eccellenza scientifica (soprattutto nell'ambito
delle reti di eccellenza previste) sarà affidata a ricercatori
e esperti riconosciuti a livello internazionale; in altre parole
la qualità delle proposte non sarà valutata in base
ad una procedura burocratica o politica, ma sarà il risultato
di analisi e pareri degli esperti. Questi valuteranno "l'eccellenza"
e il profilo scientifico di ciascun membro di una determinata rete;
esamineranno l'eccellenza del suo programma comune di attività
e si interrogheranno
sulla possibilità che la rete acquisisca la "massa critica"
necessaria; valuteranno l'eccellenza e la pertinenza delle attività
di ricerca della rete e studieranno attentamente la qualità
della gestione proposta dalla rete.
Queste precauzioni consentiranno di attribuire un vero significato
al termine "eccellenza" nell'ambito del 6° PQ.
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